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    Sistemi complessi, intelligenza artificiale e reale

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Linee guida per un'approccio sistemistico dei sistemi complessi 
da
Il Pensiero Meccanico 
di Oscar Bettelli

1.Tutto è connesso con tutto.
Nel sistema-mondo in cui viviamo, tutti i sistemi si sovrappongono e si influenzano vicendevolmente. Non si può trattare un singolo sistema senza tener conto di questo.

2.Non si può mai fare una cosa sola.
Ogni azione si riverbera in tutto il sistema, dando sempre luogo a qualche conseguenza.

3.Non esiste un "altrove".
Se tutto è interconnesso, non esistono luoghi separati da tutto il resto.

4.Nessuno dà niente per niente.
In un sistema complesso, la "soluzione più economica" è spesso quella che nel lungo periodo finisce per costare di più.

5.La natura sa come fare.
Gli ecosistemi si sono evoluti per milioni di anni, e tutte le loro parti esistono con qualche scopo. Diffidate dalle proposte che propongono l'eliminazione di parti "inutili" di sistemi naturali.

6.Pericoloso non è quello che non si sa, ma quello che si sa.
Quando si agisce su un sistema basandosi su assunti non verificati si rischiano danni molto più grandi rispetto a quando si agisce con la coscienza dell'incertezza.

7.Le "soluzioni ovvie" portano più danni che benefici.
Influenzare un sistema nel modo più ovvio non fa che mettere in atto i suoi meccanismi di resistenza. Ogni intervento sarà infruttuoso; al massimo, dopo moltissimi sforzi, si otterrà un crollo totale del sistema.

8.Cerca i punti sensibili.
Quasi tutti i circuiti di retroazione hanno dei punto deboli; di solito sono i sistemi di controllo. Per modificare efficacemente il comportamento di un sistema bisogna agire sui controlli, non sulla sua struttura.
Per riscaldare una casa è meglio alzare il termostato che accendere un fuoco sul pavimento!

9.Niente cresce per sempre.
Nel mondo reale, anche le crescite esponenziali della retroazione negativa prima o poi si fermano, bloccate da altri fattori.

10.Non combattere la retroazione positiva, ma supporta quella negativa.
Non uccidere i parassiti, supporta i predatori.
"Non combattere il tuo nemico, aiuta i nemici che ha lui".

11.Non controllare i giocatori, cambia invece le regole.
Questo vale specialmente nei sistemi sociali. Costringere la gente a fare qualcosa non funziona mai: bisogna invece creare le condizioni in cui essi lo facciano spontaneamente perché gli conviene.

12.Non fare regole che non si possono applicare.
Le leggi che non vengono fatte rispettare non solo sono inutili, ma diminuiscono l'autorità della legge in generale.
I sistemi che cercano di sovra-controllare i sottosistemi finiscono per indebolirsi.

13.Non esistono soluzioni semplici.
I sistemi reali sono molto complessi. Le vere soluzioni richiedono sempre una valutazione del loro impatto sul sistema in generale. Le soluzioni "semplici e rapide" non funzionano mai.

14.La buona volontà non basta.
In un mondo complesso, le buone intenzioni e la moralità non sono sufficienti a trovare soluzioni che funzionano.
Non c'è nulla di più deprimente del causare un disastro con un tentativo in buona fede!

15.La moralità dipende dalle buone previsioni.
Non si può giudicare la moralità di un'azione se non si riesce prima a prevederne le conseguenze.

16.Se non si riesce a rendere autosufficiente la gente, l'aiutarla causa più danni che benefici.
Ritardare semplicemente il disastro non fa che aumentarne le proporzioni. In un'ottica più positiva, Ghandi diceva:
"se mi dai un pesce mangio per un giorno, se mi insegni a pescare mangio per tutta la vita".

17.Non ci sono soluzioni definitive.
In un sistema in costante cambiamento, a sopravvivere non è il più adatto, ma chi si adatta meglio.
Nel nostro mondo in rapida evoluzione, la soluzione migliore a un problema è spesso quella che, tenendolo a bada, lascia aperto il massimo numero di possibilità per il futuro.

18.Ogni soluzione crea nuovi problemi.
Questo è particolarmente evidente con la tecnologia, i cui prodotti risolvono dei problemi creandone di nuovi.
L'importante è riuscire a prevederli, in modo da fare una scelta consapevole.

19.I sistemi sciolti sono spesso migliori.
I sistemi decentrati sembrano spesso disorganizzati e inefficienti, ma rispetto a sistemi fortemente controllati e centralizzati sono immancabilmente più stabili, flessibili, e sprecano meno energia.

20.Non lasciarti ingannare dai cicli.
La retroazione negativa procede per continui aggiustamenti. Questo crea fluttuazioni nelle variabili di livello, particolarmente se il sistema è poco "rigido". Non bisogna fare l'errore di scambiare queste fluttuazioni per "trends" da proiettare nel futuro.

21.Se la mancanza è un male, lo è anche l'eccesso.
Una soluzione efficace a un problema, quando il problema è stato risolto, finisce spesso per diventare un nuovo problema a sua volta.
Fare molti figli era un buon "rimedio" all'elevata mortalità infantile, ma una volta ridotta la mortalità con la medicina, questo ha causato un'esplosione demografica.
Bisogna sempre vigilare le soluzioni estreme, riportandole su valori ragionevoli quando vanno fuori controllo.

22.Evita il compromesso vuoto.
D'altra parte, ci sono situazioni in cui il compromesso tra due scelte è peggiore di ciascuna delle due scelte.
Occorre esaminare il sistema con attenzione per poter valutare questo.

23.Non fare la fine della rana bollita.
Alcuni sistemi reagiscono quando il cambiamento supera una certa soglia, ma non rispondono alle piccole variazioni. Se si butta una rana in una pentola d'acqua bollente, salterà fuori; ma se si mette in una pentola d'acqua fredda e poi la si scalda gradualmente, la rana si lascierà bollire.
Questa tattica è stata utilizzata da nazioni che hanno sconfitto un nemico indebolendolo gradualmente con una serie di piccoli passi, ciascuno dei quali però "non valeva una guerra".
Un sistema non deve essere ipersensibile ai cambiamenti, ma deve anche saper identificare le serie di piccoli cambiamenti nocivi.

24.Attenzione alle soglie.
La maggior parte dei sistemi cambia gradualmente, ma alcuni reagiscono repentinamente solo oltre una certa soglia.
In qualche caso è una reazione al pericolo della "rana bollita" (vedi sopra); oppure può essere una difesa contro i
"compromessi vuoti". Più spesso questo effetto deriva dal crollo improvviso di un sistema o di un sottosistema, a causa della continua pressione esterna (come nel caso dei colpi di calore).

25.La competizione è spesso cooperazione sotto mentite spoglie.
Nei tribunali, nei parlamenti, nei mercati, nei giochi e in molti altri luoghi del nostro sistema sociale la competizione gioca un ruolo importante. Questa competizione fa parte di un sistema più grande, che nel complesso è cooperativo.
La vera competizione pericolosa è quella in cui una parte cerca di eliminare l'altra: dalle dittature ai monopoli di mercato.

26.I cattivi confini fanno i cattivi governi.
Come regola generale, il sistema che ha la responsabilità su un problema dovrebbe avere sotto il suo controllo tutta l'area interessata da quel problema. (È la logica che porta, per esempio, alla costituzione delle "città metropolitane").
Diversamente si rischia un problema tipo "tragedia dei comuni".

27.Guardati dalla "tragedia dei comuni".
Questo tipo di problema sorge quando dei sottosistemi in cooperazione tra loro sono portati a comportarsi in un modo che è dannoso al sistema complessivo.
La causa tipica è la possibilità di un sottosistema di usufruire di una risorsa comune senza limitazioni e senza dover pagare un costo adeguato.
La soluzione sta o nel dividere la risorsa comune, oppure nel limitarne l'accesso.

28.La lungimiranza ha sempre la meglio.
La soluzione dei problemi nei sistemi complessi richiede sempre tempo. Se aspettiamo che il problema si manifesti prima di reagire, potrebbe non rimanere abbastanza tempo. Da qui la necessità di anticipare i problemi.
Reagire ai sistemi vuol dire essere a loro soggetti; agire per tempo vuol dire avere una possibilità di controllarli.
Chi non prova a crearsi il futuro che desidera, deve accontentarsi del futuro che gli capita.