Entropia e comunicazione
L'entropia è la legge fisica che afferma, tra
l'altro, che il calore fluisce sempre da un corpo caldo ad un corpo freddo e non
viceversa. La fisica ha formulato la legge di
crescita inevitabile dell'entropia nell'universo.
La legge di crescita dell'entropia afferma che l'universo si evolve verso uno
stato di sempre maggiore uniformità.
La legge dell'entropia è una legge statistica, basata cioè sull'evoluzione
degli stati accessibili in un determinato istante.
L'evoluzione avviene nella direzione in cui il mondo si stabilizza in prossimità
degli eventi più probabili.
La legge matematica che descrive l'entropia è
curiosamente simile alla legge che governa il flusso di informazioni in un
canale di trasmissione.
Nell'approccio sistematico allo studio dei sistemi relazionali informatici e
telematici in genere, in termini di segni e quindi, di riflesso, in termini
simbolici, assume notevole importanza il concetto di "funzione
entropia" intesa come misura dell'incertezza nell'ambito della conoscenza
dello stato di un generico sistema.
Esistono almeno tre distinte interpretazioni del concetto di entropia:
1. Interpretazione termodinamica.
In questa interpretazione l'entropia descrive lo stato di "uniformità" del sistema ed è una funzione sempre crescente allo scorrere del tempo; il sistema si evolve verso lo stato più probabile raggiungendo l'equilibrio termodinamico: uno stato indifferenziato.
2. Interpretazione nella teoria della comunicazione.
La forma matematica che descrive il flusso di informazioni in presenza di rumore corrisponde alla forma matematica che descrive l'entropia termodinamica; si è portati quindi per analogia ad assimilare questi due concetti.
In questo caso pero' l'informazione è tanto più significativa quanto più è improbabile; il messaggio statisticamente più probabile, massimo di entropia, è privo di significato.
Il messaggio può essere trasmesso con precisione grande a piacere, anche in presenza di errori casuali, ripetendo il messaggio stesso.
Anche in questo caso il messaggio degrada da uno stato di massima significatività ad uno stato indifferenziato a causa degli errori casuali di trasmissione.
3. Interpretazione in relazione alla conoscenza del sistema.
In questa interpretazione l'entropia diviene una misura del grado di conoscenza che abbiamo di un determinato sistema.
La conoscenza massima possibile corrisponde alla conoscenza degli stati particolari tra quelli possibili in cui si trova il sistema.
La probabilità di questo stato collassa da un valore infinitesimo al valore uno corrispondente alla realtà ovvero allo stato che effettivamente si realizza in natura.
Informazioni mancanti fanno crescere l'entropia
intesa come mancata conoscenza del sistema.
Tanto più è complesso il sistema tanto maggiore è l'entropia.
L'entropia viene anche utilizzata come misura del
disordine di un sistema, nel senso che uno stato ordinato (semplice) e'
maggiormente comprensibile (e quindi comunicabile) che uno stato disordinato.
Ora di pari passo con le considerazioni appena svolte, viene alla luce il
fondamentale "compromesso" tra ricevente ed emittente del messaggio
stesso, che in ambito informatico si traduce in una comune scelta di codici di
trasmissione, quindi, in ultima analisi la socialità che sta alla base di
comunicazione e cultura.
In questo contesto si innesta la teoria
dell'evoluzione che, in presenza di riproduzione e mutazione, e' in grado di
selezionare informazioni sempre più lontane dall'equilibrio statistico, massimo
di entropia, per ottenere un messaggio sempre più significativo: estrae dal
disordine un ordine.
La presenza di eventi stocastici alla base del processo evolutivo porta pero' ad
una sempre maggiore complessità relativa ad uno scorrere del tempo senza
limiti.
Effetti di amplificazione e retroazione possono
portare alla affermazione di fluttuazioni casuali che diventano la regola per le
generazioni successive.
L'evoluzione consiste nel mutamento della materia da forme omogenee e
incoerenti, tramite la dissipazione del movimento e l'integrazione della
materia, a forme eterogenee e coerenti.
Maggiore è la coesione, cooperazione, tra le parti che costituiscono le forme, più alto è il grado di sviluppo. Ad esempio il sistema solare si è evoluto dalla concentrazione di una nebulosa: questa, originariamente omogenea e incoerente poiché costituita da materia interstellare libera, si è concentrata, dissipazione del movimento e integrazione della materia, dando origine a forme eterogenee e coerenti, pianeti e stelle.
Un altro aspetto fondamentale dell'evoluzione è
il passaggio dall'indefinito al definito. Ciò si realizza tramite il mutamento
della materia che da uno stato di disordine e semplicità passa all'ordine e
alla complessità.
La trasformazione di un insieme, prima disperso e uniforme, in un insieme
costituito di parti multiformi e diverse, realizza la determinatezza progressiva
della materia durante l'evoluzione.
In sintesi l'evoluzione sarebbe un'integrazione della materia e una dissipazione
e trasformazione del movimento in cui la materia passa da un'omogeneità
indefinita e incoerente ad un'eterogeneità definita e coerente.
L'evoluzione, in questa visione, procede
esattamente nel senso contrario rispetto alla legge di crescita dell'entropia.
Se trasmettiamo in maniera caotica delle
informazioni lungo un canale di comunicazione quello che otteniamo è la
confusione più completa.
Siamo continuamente bombardati da una miriade di informazioni diverse e
contrastanti e spesso ne siamo disorientati. Per
non rimanere completamente bloccati in questo mare di informazioni occorrono
algoritmi che producano una sintesi delle stesse.
In particolare algoritmi di ricerca e organizzazione.
Affinché una comunicazione risulti efficace
occorre che i messaggi scambiati siano reciprocamente compresi; questo
sottolinea l'importanza della chiarezza nella composizione dei messaggi.
Il messaggio con il maggior contenuto informativo è anche il messaggio più
improbabile. Un messaggio scontato è vuoto di significato. Le
informazioni lasciate a sé stesse sono soggette alla legge dell'entropia ovvero
si disperdono adeguandosi ad ogni possibile configurazione.
Occorre strutturare ed organizzare le
informazioni per riuscire a gestirle utilmente; in particolare occorrono
meccanismi di ricerca delle informazioni pertinenti per un determinato scopo.
Sotto questo punto di vista la tecnologia informatica consente la realizzazione
di procedure che ci consentono di rintracciare le informazioni che cerchiamo
selezionandole tra l'enorme volume di informazioni disponibili nella rete
telematica.
Un concetto, non rappresenta un'essenza della
realtà, ma è un simbolo per indicare riassuntivamente grandi classi di
informazioni e sensazioni, che altrimenti resterebbero incontrollabili e non
maneggiabili.
L'uomo ha bisogno di una veduta d'insieme che gli consenta di agire
efficacemente rispetto alla moltitudine degli stimoli.
Se può accadere di tutto, e l'attesa deve aspettarsi ogni evento, non è possibile alcuna previsione e alcuna forma di vita: le leggi di natura, descrivendo le regolarità e uniformità dell'esperienza, hanno appunto la funzione di favorire la previsione e quindi di restringere l'attesa e di rendere possibile l'azione dell'uomo, che diventa tanto più efficace quanto più è delimitata.
La logica matematica offre un potente strumento per trasformare tutte le proposizioni del linguaggio comune e del linguaggio scientifico o in proposizioni in cui il soggetto è un nome proprio, oppure in proposizioni più o meno complesse che da ultimo sono costituite da proposizioni di quel primo tipo. Se questa possibilità, offerta dalla logica matematica, viene posta in relazione alla tesi che tutti i concetti scientifici indicano aggregazioni di sensazioni, cioè degli elementi individuali originariamente dati nell'esperienza, si realizzano allora le condizioni per effettuare una ricostruzione rigorosamente razionale di tutta la conoscenza umana, sulla base dei concetti che si riferiscono al dato immediato dell'esperienza.
Indipendentemente dall'esperienza, il pensiero può
solo trasformare proposizioni in altre proposizioni che, per quanto diverse di
forma, non contengono nulla che non sia già contenuto nelle prime.
In sostanza una proposizione intorno alla realtà ha senso solo se esiste la
possibilità di accertare se essa è vera o falsa, ovvero dal punto di vista
pratico solo se essa è verificabile o falsificabile dall'esperienza.
Un risultato notevole del pensiero contemporaneo
consiste nel considerare la logica non come il regno dell'evidenza, ma come un
meccanismo di segni trasformabili in altri segni in base a regole convenzionali,
il quale consente di superare certe contraddizioni o antinomie di fondo della
logica tradizionale.
Quello che osserviamo è che l'uomo organizza e sintetizza le informazioni che
riceve, i giochi linguistici consentono solo di ottenere tautologie ma l'essere
umano riesce ad aggiungere il senso alle proprie proposizioni.
Da questo punto di vista il pensiero meccanico si
comporta esattamente come un gioco linguistico, manipola i simboli.
I processi elaborativi manipolano le informazioni in vari modi possibili ma per
essere significative le informazioni debbono riferirsi ad oggetti che possiedano
una reale consistenza almeno nella memoria.
Quello che osserviamo essere una caratteristica degli organismi viventi è il
passaggio dalla non forma alla forma che è esattamente il contrario della
tendenza dovuta alla crescita di entropia che porta dalla forma alla non forma,
all'uniformità.
E' possibile prevedere ciò che si dirà fra un istante?
All'interno dei processi che governano il pensiero meccanico è possibile inserire elementi che ne rendono imprevedibile il comportamento. Anche il pensiero meccanico, a differenza di quanto sembrerebbe, può essere non deterministico, vuoi per la presenza di elementi casuali, vuoi per il livello di complessità che può raggiungere.
Un potente mezzo di elaborazione dei dati a
disposizione del pensiero meccanico consiste nell'analisi delle coincidenze di
segni, tali coincidenze possono essere fondamentali per la costruzione di entità
astratte (simboli) che possono fornire di senso le informazioni medesime.
La verifica dell'esistenza di coincidenze significative permette la costruzione
di teorie esplicative, in particolare pochi indizi ma significativi possono
portare a conclusioni generali relativamente all'interpretazione degli eventi
propri dell'esistenza.
Le informazioni difficilmente si organizzano da
sole, occorrono processi di elaborazione in grado di rilevare le pertinenze di
ciascuna informazione in relazione al contenuto della memoria.
La formazione di oggetti e concetti stabili in memoria presuppone l'integrazione
in un unico schema di una molteplicità di stimoli.
Le modalità tipiche secondo cui si svolge la comunicazione tra individui
richiedono una sincronia in relazione al significato che ciascun interlocutore
attribuisce ad ogni informazione scambiata. La
chiarezza e semplicità dei messaggi facilita la reciproca comprensione.
Quando la complessità del messaggio richiede una
particolare attenzione da parte degli interlocutori molto spesso si produce un
travisamento del contenuto informativo del messaggio stesso.
In particolare un messaggio viene riconosciuto sulla base di ciò che è già
presente in memoria e può essere compreso solo in riferimento ad altre
informazioni precedentemente acquisite e consolidate.
Un messaggio completamente nuovo e senza riferimenti alla storia del soggetto
non può essere compreso in alcun modo.
Esiste una stretta relazione tra il concetto di
entropia e il concetto di informazione sullo stato di un sistema; questo fatto
è messo in luce dal famoso diavoletto di Maxwell.
Se nella parete divisoria tra due gas a diversa temperatura inseriamo una
apertura controllata in maniera tale da lasciar passare solo le particelle più
veloci in una unica direzione si otterrebbe il passaggio di calore da un corpo
freddo ad un corpo caldo, in contraddizione con la legge di crescita
dell'entropia. E' possibile dimostrare che per controllare una tale apertura
occorrerebbe tanta energia quanta ne basta per controbilanciare la relativa
diminuzione di entropia.
La legge di crescita dell'entropia è strettamente legata al concetto di probabilità: tendenza verso le configurazioni più probabili. La probabilità è a propria volta legata al concetto di informazione. Consideriamo il seguente problema legato al concetto di probabilità.
Vi sono tre tazze, A B C , sotto una delle quali è nascosto un premio.
Supponiamo di scegliere la tazza A, avremo una
probabilità di vincita pari ad 1/3, ipotizzando una suddivisione equa della
probabilità.
Ora se riceviamo l'informazione che il premio non si trova sotto una delle altre
due tazze, per esempio la B, come cambia la distribuzione della probabilità nel
sistema?
Conviene cambiare la nostra scelta iniziale?
L'evento determinato dalla nostra prima scelta ha suddiviso il sistema in due eventi distinti possibili:
Ora l'informazione che ci dice che il premio non è sotto B (o sotto C) ci consente di scegliere il secondo evento capovolgendo una sola tazza e quindi determinando la vincita del premio con probabilità 2/3.
Conviene cambiare la nostra scelta iniziale.
Ecco un esempio significativo di come
l'informazione possa interagire con la distribuzione di probabilità a priori di
un determinato sistema, come si vede una tale interazione è di tipo complesso e
controintuitivo.
Informazione, entropia e probabilità sono concetti intimamente correlati.
Gli eventi che accadono in natura sono legati
alla loro probabilità di verificarsi; comunque anche se sono note le probabilità
a priori degli eventi il futuro rimane assolutamente imprevedibile relativamente
a singoli eventi. Anche le probabilità a
priori sono in realtà inconoscibili.
E' possibile stimare le probabilità sulla base di ipotesi e credenze, per
esempio l'equiprobabilità di eventi simili, ma in sostanza non abbiamo mezzi
concreti per stabilire le probabilità a priori.
La tendenza statistica della frequenza al valore
della probabilità ci consente di determinare le probabilità ma solo a
posteriori. La distribuzione delle probabilità
cambia nel tempo.
L'evento "giocare una schedina" modifica la probabilità di vincere da
un valore nullo ad un valore diverso da zero.
Anche se conoscessimo tutte le probabilità reali ad un certo istante, non
potremmo prevedere come tale distribuzione si evolverà nel tempo.
In particolare, in una visione atemporale, la
distribuzione di probabilità potrebbe essere uno per tutti gli eventi che si
verificano e zero per tutti gli altri; ovviamente in questo caso il concetto
stesso di probabilità perderebbe ogni significato ed ogni concreta possibilità
di utilizzo.
Il fatto che l'evento faccia collassare la probabilità al valore uno, una volta
che si verifica, è alla base delle difficoltà di interpretazione della
meccanica quantistica.
In effetti le equazioni che descrivono la realtà subnucleare fanno riferimento ad un universo di possibilità in cui solo alcuni eventi si verificano mentre la maggior parte degli eventi possibili non si verifica. Le equazioni descrivono universi possibili e in questi universi le equazioni stesse descrivono in maniera deterministica gli eventi. Ma, verosimilmente, esiste un solo universo intrinsecamente legato alla miriade di eventi particolari (più o meno probabili) che effettivamente si verificano in maniera unica e particolare.
Per di più le equazioni che governano il moto
delle particelle elementari consentono a tali particelle di esistere anche in
zone in cui non potrebbero arrivare a causa di barriere di potenziale: effetto
tunnel.
Le equazioni della meccanica quantistica prevedono effetti di correlazione
istantanei ed indipendenti dalla distanza; verrebbe frantumata la tanto
fruttuosa località delle interazioni.
Sebbene la teoria della relatività ponga un limite alla velocità con cui qualsiasi segnale può viaggiare nello spazio-tempo, fenomeni quantistici provano che deve esistere uno scambio informativo istantaneo indipendente da qualsiasi distanza che mette in relazione le particelle elementari; questo suggerisce la possibilità di uno scambio di informazioni per via extra-fisica ovvero senza nessun supporto materiale.
Un altro punto messo in crisi dalla meccanica
quantistica consiste nella separabilità dei sistemi in sotto sistemi, tutto è
correlato a tutto.
Questa universalizzazione delle relazioni ha un effetto paralizzante sulla
capacità pratica di prendere decisioni, infatti solo la possibilità di isolare
e separare i fenomeni consente di affrontarli e comprenderli.
La comunicazione umana avviene sulla base di
simboli attivi in ogni memoria cosciente. Il
fatto che vi sia un allineamento di significato poggia sulla comune esperienza
dei singoli.
Per Jung i simboli, gli archetipi, fanno parte di un patrimonio comune a tutta
l'umanità e si sarebbero sedimentati in un inconscio collettivo nel corso di un
lunghissimo processo evolutivo.
A volte l'informazione significativa si appoggia su semplici particolari che
potrebbero anche essere trascurati ad una prima osservazione.
Eventi particolarmente improbabili sono
implicitamente straordinarie conferme di elaborate teorie. Le
teorie sono comunque sempre parziali rispetto ad una spiegazione completamente
esaustiva della realtà. Le teorie spiegano
alcuni fenomeni a partire da altri che ne sono la causa.
La possibilità di ripetere le esperienze consente la condivisione delle idee
che stanno alla base della spiegazione di determinati fenomeni.
Ciò non toglie la possibilità di testimonianze,
anche numerose, che lasciano increduli gli ascoltatori, vuoi per la singolarità
del fatto, vuoi per le implicazioni dirette o indirette sulle credenze più
diffuse che implicherebbero.
La mente funziona come un potente selezionatore ed ordinatore in grado di
cogliere anche leggere sfumature e differenze nelle informazioni che analizza ed
è in grado di costruire modelli astratti generali a partire da semplici indizi
particolari.
E' difficile immaginare come il pensiero
meccanico possa districarsi a partire da un mare caotico di informazioni, e
vincere la legge dell'entropia, per costruire una visione organica di concetti.
Tanto più è grande il quantitativo di informazioni che giunge al cervello
tanto più la mente è sveglia, tante più informazioni deve elaborare il
pensiero meccanico tanto più si trova in difficoltà.
Una modalità di ragionamento molto potente ed utilizzata risiede nell'uso delle analogie. Una analogia si basa sull'estrazione di regole in un determinato ambito e sulla loro applicazione in un ambito diverso. Ciò che vale in una determinata rappresentazione viene utilizzato come spiegazione in una diversa rappresentazione. Da questo punto di vista il pensiero meccanico potrebbe avvalersi del ragionamento per analogia.
Gli esseri umani utilizzano ampiamente l'analogia per darsi ragione del comportamento dei fenomeni in un ambito nuovo ed inesplorato; infatti è proprio tramite l'analogia che è possibile afferrare il senso di informazioni completamente nuove e slegate da fatti già noti.
E' uso comune dare per scontato che ciò che funziona in un particolare ambito dell'esperienza debba funzionare anche in un ambito diverso. Questa ipotesi di uniformità delle leggi del mondo effettivamente viene verificata molto spesso.
Anche nel campo della matematica si utilizza,
specialmente nelle prime fasi della ricerca, il ragionamento per analogia.
L'analogia guida l'intuizione matematica ancor prima
di una vera e propria formulazione simbolica. Può
succedere che un fatto, un'invenzione o un prodotto, realizzato in una sfera
particolare possa essere un utile indizio per la realizzazione di una scoperta
scientifica di più ampio respiro.
Le trasformazioni matematiche che consentono di passare da una rappresentazione
ad un'altra sono alla base del pensiero umano.
La conoscenza procede principalmente ricercando
costanti ed invarianti isolate nella multiformità delle informazioni a
disposizione.
Quello che facciamo costantemente è costruirci dei copioni di comportamento
validi in una determinato ambito e quindi generalizzare tale comportamento anche
in ambiti diversi.
Un tale processo di comportamento stereotipato diviene talmente usuale che
spesso ci comportiamo in un determinato modo quasi inconsciamente.
Quando siamo di fronte ad una esperienza nuova od
imprevista spesso reagiamo sulla base di esperienze che abbiamo vissuto in
passato e che conosciamo meglio.
Siamo talmente abituati ad agire in modo stereotipato che molto spesso
fatichiamo non poco a cambiare comportamento quando le condizioni cambiano e non
vi sono più le premesse che hanno originato un determinato comportamento.
Quando cerchiamo di comprendere un fatto nuovo,
un concetto, un'idea, immediatamente ci riferiamo, tramite l'analogia, a quanto
conosciamo che possa essere simile in qualche aspetto a ciò che ci viene
proposto.
Costruiamo così le nostre nuove teorie tramite una manipolazione, taglia e
cuci, di nozioni originarie già note e consolidate. Il
fatto nuovo e assolutamente avulso da qualsiasi esperienza precedente non può
essere compreso in alcun modo. Molto spesso
le intuizioni più creative ed originali si formano in un contesto
extra-linguistico, per immagini, per analogia, come un tutto unico, solo in un
secondo momento assumono una veste concettuale.
Gli esseri umani non comunicano solo tramite il
linguaggio, ma anche attraverso canali alternativi come per esempio il
linguaggio del corpo: l'espressione di un volto può essere estremamente
significativo.
La comunicazione può procedere per via empatica: il tono di voce può
modificare completamente il senso di una frase.
La capacità di cogliere lo stato d'animo di un interlocutore umano è una
caratteristica tipica fondamentale nei rapporti interpersonali.
Avere a disposizione più canali di comunicazione
consente al soggetto di integrare e confermare le informazioni che riceve col
risultato di aumentare la corrispondenza delle informazioni percepite con i
fatti oggettivi dell'esperienza.
Il bambino esegue una correlazione vista tatto nella propria ispezione del
mondo; egli cerca di toccare gli oggetti nel proprio campo visivo.
La possibilità di avere diversi canali di
comunicazione sincronizzati apre al pensiero meccanico ampi orizzonti
applicativi.
La sincronizzazione di diversi input sensoriali consente una notevole
amplificazione delle capacità di analisi dei singoli stimoli al fine di isolare
quegli invarianti che determinano la costruzione dei concetti.
E' possibile addestrare delle reti neurali al
riconoscimento di forme. Una volta addestrata
la rete neurale è in grado di riconoscere particolari aspetti astratti
presenti, per esempio, in fotografie. A volte
però il riconoscimento fallisce, in questo caso il processo non produce il
risultato desiderato. Anche il pensiero
meccanico, in presenza di complessità ed incertezza, può commettere degli
errori.